L’anniversario francescano | Dialogo e concerto: card. Ravasi _ Micrologus
Biglietti
Posto unico: € 5
1226 – 2026 L’anniversario francescano
Cantate inni a Dio, cantate inni con arte (Salmo 47)
Dialogo su Francesco, tra musica e spiritualità
Con S.E. Cardinal Gianfranco Ravasi e Sandro Cappelletto
Programma realizzato in collaborazione con il progetto ERC Advanced LAUDARE (Università di Trento – GSSI L’Aquila)
CONCERTO
Ensemble Micrologus
Patrizia Bovi canto, buccina
Gabriele Russo viola, lira, corno, buccina
Goffredo Degli Esposti flauto doppio, cornamusa, zufolo & tamburo
Enea Sorini canto, cetra, tamburello, naccaroni
Andres Montilla canto
Peppe Frana citola, tamburello
Federica Bocchini canto, campane
Giullari di Dio. Alle origini della lauda italiana e del Cantico di Frate Sole
Il concerto dell’Ensemble Micrologus coincide con l’anniversario francescano e rappresenta la prima esecuzione a Lucca della ricostruzione musicale del Cantico realizzata sulla base delle fonti più antiche, affiancata a una selezione di laude recentemente riscoperte tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo.
Il progetto nasce in collaborazione con l’ERC Advanced research “Laudare”, promosso dall’Università di Trento e dal GSSI dell’Aquila, dedicato allo studio delle prime forme poetico-musicali in volgare.
Il percorso proposto da Micrologus si muove all’interno della tradizione giullaresca, un territorio culturale che per secoli aveva rappresentato un osservatorio privilegiato delle dinamiche sociali e, proprio per questo, spesso guardato con sospetto dalle autorità ecclesiastiche. La figura del giullare, accusata di condotte moralmente riprovevoli e in alcuni casi equiparata alla prostituzione, in Francesco d’Assisi un inatteso riscatto: egli ne riconosce la forza comunicativa e trasforma i codici espressivi in uno strumento di nuova predicazione, centrato sulla comprensibilità e sull’immediatezza. L’adozione del volgare, in questo quadro, non è solo un gesto linguistico ma il segno di un progetto culturale che avvicina la devozione ai fedeli e contribuisce alla nascita di una nuova forma di sensibilità religiosa.
Alle origini della Lauda italiana nell’ottavo centenario del transito di S. Francesco d’Assisi
L’uso del canto come espressione immediata e vibrante della vita contemplativa sembra essere maturato in seno alle tradizioni dell’Ordine minoritico sull’esempio stesso di Francesco d’Assisi, il quale – narrano le sue biografie più antiche – «quando la dolcissima melodia dello spirito gli ferveva nel petto […] traboccava in giubilo alla maniera giullaresca». Questa elevata forma di contemplazione riuscì ben presto a tradursi in un preciso indirizzo predicatorio. Fin dalle origini la condizione di povertà e mendicità dei primi frati ne aveva proiettato l’azione evangelizzatrice in quegli ambienti in cui l’esperienza del peccato era diretta e quotidiana. Di questa società, vista dal basso, la tradizione giullaresca era da sempre osservatorio privilegiato e interprete accattivante, suscitando pertanto sospetti e condanne da parte delle autorità religiose, le quali giunsero a equipararla senza mezzi termini alla prostituzione. Proprio grazie a Francesco la figura del giullare fu invece riscattata e portata a nuova dignità, divenendo addirittura il modello di un nuovo stile comunicativo, destinato a soppiantare le complesse ritualità della devozione “ufficiale” – spesso radicalmente precluse alla comprensione dei fedeli – attraverso l’adozione di mezzi espressivi di carattere popolare, primo fra tutti quella lingua volgare da cui germoglierà presto il seme di una nuova cultura.
Questo programma, creato appositamente per l’occasione con la consulenza scientifica di Francesco Zimei, direttore progetto di ricerca europeo ERC Advanced Laudare, presenterà per la prima volta una ricostruzione musicale del Cantico di Frate Sole stesso basata su una nuova interpretazione delle sue fonti più antiche insieme a una selezione laude recentemente riscoperte, databili tutte tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo.
Francesco Zimei


