La musica che cura, il welfare culturale a Lucca Classica

Auditorium Istituto Musicale Boccherini
L’ascolto, il silenzio e l’empatia sono elementi che accomunano l’atto di “fare musica” e quello di “prendersi cura”. In questa edizione del festival il festival si occupa anche di welfare culturale e, come sempre, porta la musica dove ce n’è più bisogno, confermando l’impegno a mettere la musica al servizio della comunità. Tra i tanti appuntamenti in programma, un percorso particolare è dedicato al tema della cura e al valore profondo dell’arte come strumento di benessere, inclusione e trasformazione sociale. Quattro eventi, distribuiti nei luoghi simbolo della città e in contesti sensibili, compongono un vero e proprio itinerario emozionale che intreccia musica, medicina e relazioni umane.
Mercoledì 23 aprile – ore 16:00 Ospedale San Luca Concerto di chitarra – Vincenzo Costa – Un momento di musica dedicato ai pazienti e al personale sanitario. In programma brani di Antonio Lauro, Mario Castelnuovo-Tedesco e Mauro Giuliani. Ingresso libero.
Giovedì 24 aprile – ore 18:15 Oratorio degli Angeli Custodi La musica e la cura – Un progetto corale rivolto a medici, utenti, operatori e cittadini: il coro “Perché ci vuole orecchio”, nato all’interno dell’Unità Salute Mentale Adulti di Lucca, si esibirà insieme al violista Danilo Rossi e ad altri musicisti del territorio. Direzione: Carla Nolledi. Ingresso libero.
Venerdì 25 aprile – ore 15:30 Casa di Riposo Don Gori, Marlia La musica nei luoghi di cura – Il trio “Onda Acustica” porta allegria e memoria musicale agli ospiti della casa di riposo, con un repertorio che spazia dalla Tarantella a omaggi a Fabrizio De André. Ingresso libero.
Sabato 26 aprile – ore 15:00 Auditorium Conservatorio “L. Boccherini” L’arte e la cura – Il medico e musicista Raffaele Domenici racconta il valore delle arti nei percorsi terapeutici, con testimonianze di welfare culturale e momenti musicali. Con la partecipazione del violinista Alberto Bologni. Ingresso libero.

Con questi eventi, Lucca Classica rinnova la propria visione di un festival aperto, inclusivo e profondamente umano, dove la bellezza diventa strumento di dialogo e di cura.