1919-2019 Lucca Classica ricorda Severino Gazzelloni

04-05-2019
10:30 | 11:20
Palazzo Ducale Sala Ademollo
1919-2019 Lucca Classica ricorda Severino Gazzelloni

Ingresso libero e gratuito

A cura di Filippo Rogai.

Severino Gazzelloni nacque in una famiglia modesta. Il piccolo Gazzellone (Severino modificò in seguito il cognome paterno) a sette anni iniziò a suonare il flauto da autodidatta e successivamente nella banda musicale del paese fino all'età di quattordici anni. In seguito iniziò gli studi all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma nell'anno 1934, diplomandosi nel 1942 sotto la guida di Arrigo Tassinari. Durante la seconda guerra mondiale cominciò la carriera musicale esibendosi nell'orchestra ritmo-sinfonica di Alberto Semprini e presso il teatro Odescalchi nella compagnia di avanspettacolo di Erminio Macario. Nel 1944 entrò nell'Orchestra sinfonica della RAI di Roma (allora Orchestra di Radio Roma, diretta da Fernando Previtali), di cui divenne in seguito primo flauto e con la quale collaborò per un trentennio.
La sua carriera come solista iniziò ufficialmente nel 1945 con una tournée a Belgrado, ma in Italia debuttò nel 1947, al Teatro Eliseo di Roma, in un recital con l'arpista Alberto Soriani. Tramite Bruno Maderna, qualche anno più tardi, Gazzelloni si avvicinò alla Neue Musik. Dal 1952 partecipò agli Internationale Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, insegnandovi ininterrottamente il flauto dal 1956 al 1966. In quegli anni strinse rapporti professionali con i maggiori esponenti della nuova avanguardia come Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, Luigi Nono, Franco Donatoni, Olivier Messiaen, John Cage, Luciano Berio e Sylvano Bussotti. Sono oltre 150 le composizioni dedicate o ispirate a Gazzelloni, la maggior parte delle quali entrate stabilmente nel repertorio dello strumento. Tra queste alcuni capolavori quali il celebre “Merle Noir” di Olivier Messiaen (scritto per il Gran Prix di flauto del Conservatorio Superiore di Parigi e successivamente dedicato dall'autore a Gazzelloni) o la Sequenza I di Luciano Berio, che reca la dedica confidenziale “a Severì”.Nel 1976 tenne una serie di concerti in Italia, alternando brani classici, in duo con il pianista Bruno Canino, a interventi jazzistici con, tra gli altri, il batterista Tullio De Piscopo. Aperto alla contaminazione musicale tra generi colti e popolari (anche attraverso l'esecuzione in concerto di arrangiamenti e trascrizioni di canzoni pop), sono inoltre famose le sue apparizioni televisive, non solo nella veste di primo flauto dell'Orchestra Rai di Roma, ma anche come ospite di svariate trasmissione rivolte al grande pubblico, a fianco dei maggiori “volti noti” del piccolo schermo, quali Renzo Arbore e Gianni Mina o collaborando con cantanti del calibro di Milva e Mina. Infine da ricordare la sua amicizia con Nino Rota, le cui melodie più famose sovente Gazzelloni inseriva nei concerti come “bis”.

Salvatore Lombardi(1), Michele Marasco (2), Filippo Rogai (3), flauti
Fabrizio Datteri, pianoforte

G. Donizetti, Sonata per flauto e pianoforte (1)
O. Messiaen, Le merle noir per flauto e pianoforte (2)
K. Fukuschima, MEI per flauto solo (3)
L. Berio, Sequenza I per flauto (2)
S. Teani, Fantasia su temi di Nino Rota per tre flauti e pianoforte